Social Media Monitoring: ecco perchè leggerlo

Social Media Monitoring: ecco perchè leggerlo

Sempre più aziende, spinte dalla “moda” del momento, decidono di aprire profili nei social network, ritenendo giustamente che questa attività possano rafforzare il loro brand raggiungendo un bacino più vasto di utenti e, perchè no, anche di futuri clienti.

Il problema però è che queste aziende si improvvisano “social”, limitandosi il più delle volte all’apertura dell’account. Non impostano una strategia, non alimentano il profilo con contenuti di valore per la rete, non dialogano con i clienti e soprattutto non ascoltano quello che si dice di loro nel web. Non si rendono conto dell’enorme opportunità che stanno perdendo perché, un dialogo peer-to-peer è fondamentale per avere spunti, capire se i clienti sono soddisfatti, ricevere consigli e, in una parola, ascoltare il proprio pubblico.

Monitorare quello che si dice del nostro brand in rete, è fondamentale per vedere se le nostre attività di comunicazione funzionano e comprendere la reputazione che le persone hanno del nostro brand.

La reputazione di un marchio infatti, volenti o nolenti, non è data solo dalle strategie di comunicazione che vengono intraprese dall’azienda, ma anche dalla percezione che gli utenti hanno del nostro brand. Una percezione che scaturisce dal WoW (Word of Mouth) in rete, dai discorsi che clienti attuali, potenziali o semplici utenti fanno del nostro brand.

Come riuscire quindi ad ascoltare quello che si dice in rete di noi e monitorare discussioni, commenti, opinioni per capire in modo costruttivo cosa sta funzionando nella nostra strategia di comunicazione?

Ce lo racconta Emanuela Zaccone in Social Media Monitoring, uno di quei libri che, nelle sue 150 pagine, riesce a trasmettere sia l’importanza dei canali social nelle relazioni con i clienti sia a fornire una guida pratica sugli strumenti e sulle piattaforme più efficaci fare analisi e monitoring della percezione del mio brand online.
Ma andiamo con ordine. Abbiamo detto che per fare monitoring, non basta aprire un account social. I social rappresentano sicuramente un’enorme potenzialità per le aziende per dialogare in un’ottica peer-to-peer con i proprio clienti, attuali e potenziali, ma è un’opportunità che dev’essere sviluppata e coltivata, perchè non basta essere presenti nella rete. Come fare?
Sicuramente è necessario definire una strategia dettagliata di quelli che sono gli obiettivi che si vuole raggiungere, delle risorse a disposizione (sia economiche che risorse umane). Ma una buona strategia sviluppata nella teoria non basta: serve capire quali sono gli strumenti migliori per gestire i social network e le “best practices” per produrre contenuti di valore che interessando gli utenti. E, una volta avviata la strategia di content publishing, servono anche dei tool che permettano di misurare i risultati ottenuti (Google Analytics, Facebook Insight). Analizzare la performance di una campagna sui social, monitorare la presenza del nostro brand sul web rispetto ai competitor e alle keywork e esaminare cosa le persone dicono di noi in rete deve essere una parte integrante della nostra strategia. Una vera e propria cassetta di attrezzi che permetta di tracciare i risultati in base a quelle che sono le metriche che si sceglie di monitorare (visitatori del sito, conversioni, download, ecc).

Strumenti di gestione e di monitoring, controllo della presenza del brand in rete e analisi dei discorsi delle persone sono un’enorme bagaglio di informazion e dati che dev’essere incrociato e sfruttato per capire cosa sta funzionando nella strategie di comuncicazione e cosa deve essere modificato per poter funzionare meglio.

E come afferma la Zaccone, “Bisogna monitorare tutto costantemente. Ripetete questo mantra: “Misurare, Agire, Misurare Ancora”. L’analisi di ciò che fai, è il modo miglore per poter controllare le tue azioni, una sorta di cartina tornasole delle tue attività perchè, il Social Media Monitoring si può immaginare come un processo circolare in cui a un’azione online seguono altre attivià (ascolto, engagement, monitoring) e poi nuovamente altre azioni in un ciclo continuo.

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